Menu
Informazioni sul sito

Orologio automatico: come funziona e come sceglierlo

Ingranaggi dorati del movimento meccanico di un orologio, visti da vicino

Un orologio automatico è un orologio meccanico che si ricarica da solo mentre lo porti al polso: nessuna pila, nessuna corona da girare ogni mattina, solo il movimento naturale del braccio trasformato in energia. In questa guida vediamo come funziona davvero, in che cosa si distingue da un meccanico a carica manuale e da un quarzo, che cosa significa riserva di carica e come sceglierlo e mantenerlo in forma nel tempo.

Come funziona un orologio automatico

Il cuore di ogni orologio meccanico è la molla motrice, un nastro d'acciaio avvolto a spirale dentro un piccolo tamburo chiamato bariletto. Come spiega l'Encyclopaedia Britannica alla voce dedicata all'orologio, quando lo carichi la curvatura della molla aumenta e l'energia accumulata viene poi rilasciata lentamente per far avanzare il meccanismo.

Quella forza passa attraverso un ingranaggio, il rotismo, fino allo scappamento, che la libera a piccoli impulsi regolari. Il ritmo lo detta il bilanciere, una ruota con una spirale sottilissima che oscilla avanti e indietro: nei movimenti moderni lo scappamento più diffuso è quello ad ancora. Nei pezzi di qualità i perni girano su rubini sintetici, ottenuti da ossido di alluminio, che riducono l'attrito.

Il ruolo del rotore

La differenza dell'automatico è un componente in più: la massa oscillante, o rotore, un semidisco pesante montato al centro del movimento. Ogni volta che muovi il polso, la gravità fa ruotare il rotore, che attraverso una serie di ruote carica la molla. Nei movimenti moderni, ricorda sempre Britannica, il rotore può compiere un giro completo di 360 gradi e caricare in entrambe le direzioni.

E quando la molla è completamente carica? Nei calibri automatici il capo esterno della molla è fissato a una briglia che, superata la tensione massima, scivola lungo la parete del bariletto. In questo modo il rotore può continuare a girare senza rompere nulla.

Un po' di storia: dal taschino al polso

L'idea di un orologio che si carica da solo è più antica di quanto si pensi: il primo brevetto per un orologio da tasca a carica automatica fu depositato a Londra nel 1780. Per vederla applicata al polso bisogna però aspettare gli anni Venti del Novecento. Al Science Museum di Londra è conservato un orologio da polso automatico di John Harwood datato intorno al 1928. Il British Museum considera Harwood l'ideatore dell'orologio da polso automatico: il suo brevetto britannico fu depositato nel 1923. Il pezzo del Science Museum usa una massa oscillante del tipo "a urto" e non ha nemmeno la corona, perché le lancette si regolano ruotando la lunetta.

Il rotore libero di girare a 360 gradi e capace di caricare in entrambe le direzioni è invece la soluzione tipica dei movimenti più moderni, ed è quella che troverai quasi sempre guardando dal fondello di un automatico di oggi.

Automatico, carica manuale o quarzo: le differenze

Il meccanico a carica manuale funziona come l'automatico, ma senza rotore: l'energia la dai tu, girando la corona. È un piccolo rito quotidiano. L'automatico, invece, si arrangia finché lo indossi, e quasi sempre puoi caricarlo anche a mano dalla corona.

Il quarzo è un altro mondo. Qui il tempo lo scandisce un cristallo di quarzo che, alimentato da una pila, vibra a una frequenza molto stabile. Secondo una ricostruzione del National Institute of Standards and Technology (NIST), il primo orologio da polso al quarzo fu presentato il giorno di Natale del 1969, e la frequenza di 32.768 Hz si è poi affermata come standard dell'industria. Lo stesso studio indica che anche un quarzo economico resta di solito entro mezzo secondo al giorno.

CaratteristicaAutomaticoMeccanico a carica manualeQuarzo
Fonte di energiaMolla caricata dal rotore e, spesso, dalla coronaMolla caricata girando la coronaPila
Cosa regola il tempoBilanciere e spiraleBilanciere e spiraleCristallo di quarzo e circuito elettronico
PrecisioneVariabile secondo il calibro: secondi al giornoVariabile secondo il calibro: secondi al giornoDi solito entro mezzo secondo al giorno
Se non lo usiSi ferma quando finisce la riserva di caricaSi ferma quando finisce la riserva di caricaContinua finché dura la pila
Manutenzione tipicaRevisione completa periodicaRevisione completa periodicaCambio pila, guarnizioni e prova di tenuta

Sulla precisione conviene essere chiari: un meccanico, automatico o manuale, non gareggia con il quarzo. Come riferimento, la norma ISO 3159 sui cronometri da polso con bilanciere-spirale è la base della certificazione svizzera COSC, che chiede a un movimento meccanico una marcia media compresa tra -4 e +6 secondi al giorno, verificata in cinque posizioni e a tre temperature. È un livello d'eccellenza, non la normalità di ogni orologio.

La riserva di carica: cosa significa

La riserva di carica è il tempo per cui l'orologio continua a funzionare, a molla completamente carica, una volta che smetti di indossarlo o di caricarlo. Si misura in ore e cambia molto da un calibro all'altro: le istruzioni di un diffuso movimento automatico, per esempio, indicano circa 41 ore a carica completa, mentre altri calibri allungano l'autonomia collegando più bariletti in serie.

Nella pratica conta così: se togli l'automatico il venerdì sera e lo riprendi il lunedì, potresti trovarlo fermo. Non è un guasto, è il suo funzionamento normale. Alcuni modelli hanno sul quadrante un indicatore della riserva residua.

Consiglio: se trovi l'orologio fermo, non limitarti a scuoterlo. Dagli qualche giro di corona per avviare la molla, poi rimetti ora e data e indossalo: sarà il tuo polso a completare la carica.

Come scegliere un orologio automatico

Prima ancora dello stile, chiediti come lo userai. Alcuni criteri pratici:

  • Riserva di carica. Se lo porti ogni giorno, anche un valore contenuto va benissimo. Se alterni più orologi, una riserva lunga ti evita di rimetterlo spesso all'ora.
  • Carica manuale e arresto dei secondi. Verifica che si possa caricare dalla corona e che la lancetta dei secondi si fermi quando estrai la corona per regolare l'ora: è utile per sincronizzarlo al secondo.
  • Dimensioni e spessore. Prova la cassa al polso e controlla che passi sotto il polsino della camicia.
  • Fondello. Un fondello trasparente ti permette di vedere il rotore girare, uno dei piaceri dell'automatico.
  • Resistenza all'acqua e ai campi magnetici. Leggi le indicazioni del produttore. Esiste anche una norma dedicata, la ISO 764, per gli orologi pensati per resistere ai campi magnetici della vita quotidiana.
  • Assistenza. Informati su chi può fare la revisione e con quali tempi.

Come averne cura: carica, caricatore e revisione

La carica a mano

Se l'orologio è fermo o lo hai portato poco, caricalo dalla corona, girandola lentamente nel senso indicato dal manuale. Non forzare e segui il numero di giri consigliato dal produttore.

Il caricatore, o winder

Il caricatore, o winder, è un supporto motorizzato che fa ruotare l'orologio quando non lo indossi, così resta carico. Non è indispensabile: è comodo soprattutto se l'orologio ha un calendario, lungo da rimettere a posto ogni volta. Se lo usi, imposta giri e senso di rotazione seguendo le indicazioni del produttore del tuo orologio.

Le abitudini quotidiane

Tieni l'orologio lontano da magneti forti, come chiusure di borse e altoparlanti, evita gli urti violenti e non azionare la corona sott'acqua.

La revisione

Con il tempo i lubrificanti perdono efficacia e anche le guarnizioni invecchiano. La revisione consiste nello smontaggio del movimento, nella pulizia dei componenti, nella sostituzione di quelli usurati, nella nuova lubrificazione, nella regolazione e nella verifica dell'impermeabilità. Va fatta ogni qualche anno, secondo le indicazioni del produttore; anticipala se noti che l'orologio perde la carica molto prima del solito o va sistematicamente fuori tempo.

Domande frequenti

Un orologio automatico ha la pila?

No. Un orologio automatico è interamente meccanico: l'energia arriva dalla molla motrice, caricata dal rotore mentre muovi il polso o dalla corona.

Che differenza c'è tra orologio automatico e orologio meccanico?

L'automatico è un tipo di orologio meccanico. Tutti i meccanici funzionano con molla, bilanciere e scappamento; l'automatico ha in più il rotore che carica la molla da solo, mentre il meccanico a carica manuale va caricato girando la corona.

Si può caricare troppo un orologio automatico?

Il sistema di carica automatica è progettato per evitarlo: quando la molla è al massimo, una briglia scivola nel bariletto e la carica in eccesso si disperde senza danni. Con la corona, comunque, gira con delicatezza e segui le indicazioni del manuale.

Perché il mio automatico si ferma se non lo indosso?

Perché ha esaurito la riserva di carica. È normale: basta caricarlo con qualche giro di corona, rimettere l'ora e indossarlo, oppure usare un caricatore se non lo porti spesso.

Ogni quanto va fatta la revisione?

Ogni qualche anno, secondo le indicazioni del produttore: l'intervallo dipende dal calibro e dall'uso. Prima, se noti che la riserva di carica si accorcia o che la precisione peggiora. Rivolgiti sempre a un orologiaio qualificato.

Leggi anche

Commenti

Ancora nessun commento. Hai una domanda o un’aggiunta? Scrivi qui sotto.

Lascia un commentoRispondi al commento

I campi contrassegnati con * sono obbligatori.

Non verrà pubblicata.

Partner Romania 175