Rapporto Clusit: record di incidenti cyber nel primo semestre 2026
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Nel primo semestre del 2026 gli incidenti informatici gravi noti nel mondo sono stati 4.911, il dato più alto mai registrato in sei mesi. Lo rileva l'aggiornamento del Rapporto Clusit, presentato mercoledì 28 ottobre a Verona durante il Security Summit dall'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. In Italia, invece, gli incidenti scendono a 245, contro i 280 della prima metà del 2025.
Il quadro mondiale
Rispetto al semestre precedente, che si era fermato a 2.392 casi, l'aumento è di circa il 105%, mentre sul primo semestre del 2025 la crescita è del 71%. La media sale a 819 incidenti al mese: in sei mesi è già stato raggiunto il 93% del totale dell'intero 2025. Quasi tutti gli attacchi rientrano nel cybercrime, mentre le azioni dimostrative dell'hacktivism risultano in forte calo.
Secondo i ricercatori di Clusit, l'intelligenza artificiale rende gli attacchi più sofisticati ma non è la causa principale della crescita. Il rapporto segnala però i primi indizi di "agentic hacking": attacchi automatizzati in cui, in prospettiva, più agenti di IA potrebbero agire in modo coordinato.
Cosa succede in Italia
La quota italiana sul totale mondiale scende al 5%. Cambia anche il tipo di minaccia: l'hacktivism passa dal 38,7% del 2025 a circa il 17%, mentre il cybercrime contro le imprese arriva intorno all'82%. Il malware torna la tecnica più usata, con il 43% dei casi, contro il 22,7% del 2025, e il settore manifatturiero diventa il più colpito, con il 18,4% degli incidenti.
La gravità, però, aumenta: gli incidenti con impatto elevato sono circa il 57%. Tra le possibili ragioni del calo degli attacchi dimostrativi, Clusit cita le nuove regole introdotte dalla legge 90/2024 e dalla direttiva europea NIS2. Per la presidente dell'associazione, Anna Vaccarelli, "il rischio sta cambiando la sua natura".
Fonti: ANSA, Innovation Post, BitMAT




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